set
26th

Festa dei giovani

Posted by Edoardo

La festa dei giovani a Rovato ha visto presenti anche noi di Icaro con un proprio stand e la partecipazione a un dibattito sulle proprie esperienze sportive .

Sul palco, insieme all’olimpionico Ezio Gamba, il campione dell’ultima edizione dell’ Idita Road, amico di Icaro, Riccardo Ghirardi, il maestro Genochio direttore della scuola di karate di Rovato e chi scrive a rappresentare tutti noi di Icaro.

Il dibattito rivolto ai giovani è stata l’ennesima occasione per raccontare le nostre attività, insieme ad amici sportivi in un clima di reciproca stima .

set
21st

Casa di cura Domus Salutis

Posted by Edoardo

Un’importante collaborazione che la nostra associazione ha intrapreso è quella con la “ Casa di cura Domus Salutis “ che da tre anni attraverso il suo staff, valuta e monitorizza l’attività dei nostri atleti.
Una priorità emersa fin da subito , all’interno dell’associazione Icaro, è stata quella di offrire proposte sportive altamente professionali , per questo affiancare i nostri tecnici ad una struttura come la Domus Salutis assicura tale intento .
In questi anni numerosi atleti disabili sono stati valutati e testati dal medico sportivo e fisiatra, Dott.Luciano Bissolotti , indirizzandoli cosi al miglior allenamento e preparazione atletica.
Il percorso avviato, è certamente da considerarsi all’avanguardia e dal punto di vista professionale tra i primi in Italia
In queste pagine il dottor Bissolotti e il suo staff, daranno utili informazioni in merito alla pratica sportiva e ci terranno aggiornati sullo stato dell’arte dello sport disabili.
Domus Salutis

SERVIZIO DI RECUPERO E
RIEDUCAZIONE FUNZIONALE
Tel.: 030-37091750 Fax.: 030-3709403
Dirigente: Dr.ssa Carla Calabretto
Aiuto Dir.: Dr. Emilio Walter Passeri
Assistente: Dr. Luciano Bissolotti

SPORT E DISABILITA’

Aspetti generali.
Prima di trattare il tema sport e disabilità è necessario proporre alcune considerazioni circa l’argomento, fornendo innanzitutto alcune definizioni per meglio chiarire il contesto generale in cui questo argomento si colloca.

Definiremo infatti:
- Menomazione: il danno biologico che un individuo riporta a seguito di una malattia, congenita od acquisita che sia, o di un incidente.
- Disabilità: l’incapacità di svolgere le normali attività della vita quotidiana a seguito della menomazione.
- Handicap: lo svantaggio sociale che consegue alla disabilità.
- Invalidità: definisce il diritto di percepire un beneficio economico in conseguenza al danno biologico subito; è un giudizio indipendente rispetto alla valutazione complessiva di autosufficienza ed è normato sin dal 1971dalla legge 118 e successivi aggiornamenti.
- Attività della vita quotidiana (ADL): insieme delle richieste relative alla capacità della persona di espletare azioni quali lavarsi, vestirsi, nutrirsi, ecc..

In funzione della definizione di disabilità proposta l’ISTAT ha stimato che in Italia le persone disabili sono circa 2 milioni615mila pari al 5% della popolazione. Sottolineando comunque che tale stima è certamente da correggere verso l’alto data la difficoltà di calcolare adeguatamente l’esatto numero di disabili. I dati raccolti indicano che la disabilità si correla all’età considerata raggiungendo un tasso del 20% circa tra le persone di età maggiore di 65 anni e del 47% tra quelle al di sopra degli 80 anni. I tassi di disabilità indicano inoltre una differenza in negativo per quanto riguarda il sesso femminile.

Ulteriori distinzioni devono essere fatte per i diversi tipi di disabilità che possono essere così distinte:
1. Confinamento individuale: consiste nella costrizione a letto o su una carrozzina e rappresenta la disabilità più grave. In Italia circa il 2% della popolazione al di sopra dei 6 anni di età ne è interessata, con un incremento dell’incidenza al di sopra degli 80 anni di età (19% fra i maschi e 28% fra le donne) (fonte ISTAT).
2. Disabilità nel movimento: di cui sono affetti coloro che presentano difficoltà nel camminare, nell’eseguire le scale, nel coricarsi e nel sedersi. Presente secondo l’ISTAT nel 2.2% della popolazione maggiore di 6 anni d’età, con valori di incidenza del 10% tra i 75-79 anni e del 22% al disopra degli 80 anni.
3. Disabilità nelle funzioni: cioè difficoltà nella cura della propria persona (igiene ed alimentazione). I tassi di incidenza sono del 3% al di sopra dei 6 anni, del 12% tra i 75-79 anni e del 33% tra gli ultraottantenni.
4. Disabilità sensoriali: rappresentata da deficit uditivi, visivi e del linguaggio, di cui è interessato circa l’1% della popolazione.

In aggiunta a questi dati si tenga presente che circa il 33% dei disabili presenta contemporaneamente due disabilità e che tra questi circa i due terzi sono rappresentati da donne.
Risulta inoltre utile esplorare e quantificare quali siano le conseguenze della disabilità sui vari aspetti del vivere quotidiano, cioè l’istruzione, la salute e l’assistenza, l’integrazione sociale.
Nella fascia di età tra i 15 ed i 64 anni le persone disabili non hanno nessun titolo di studio nel 38% circa dei contro il 6% dei non disabili, inoltre le donne disabili presentano un ulteriore svantaggio rispetto ai rispettivi maschi (40% vs 7% senza un titolo di studio).
Anche l’integrazione e la partecipazione sociale, rappresentate da quella complessa rete di rapporti interindividuali che si creano all’interno ed all’esterno del nucleo famigliare risentono negativamente della presenza di una o, a maggior ragione, più disabilità. Alcuni dati statistici possono ancora una volta chiarire al meglio la situazione italiana: solo il 25% dei disabili, contro il 43% dei non, di 14 anni e più si è ad esempio servito nel volgere di un anno (2001) di un ufficio anagrafico, di un ufficio postale (53% vs 73%) o di una banca (38% vs 62%).
Allo stesso tempo le persone disabili si recano più spesso presso strutture sanitarie per prenotare una visita (46% vs 21%).
In considerazione di quanto si è delineato è comprensibile anche lo stato di salute generale e la sua percezione da parte dei disabili sia carente rispetto a quanto si riscontra tra i non disabili. Infatti circa il 53% dei disabili percepisce come cattivo il proprio stato di salute e solo il 13% dichiara di stare bene a fronte di una percentuale del 60% tra i non disabili.
Inoltre circa l’87% delle persone disabili risulta affetto da una patologia cronico degenerativa, contro il 47% dei non disabili di pari fascia d’età (6 anni o più).

Fisiopatologia
Dopo aver presentato alcuni dati statistici può essere utile fornire una breve descrizione della fisiopatologia della disabilità.
Gli individui affetti da disabilità di varia natura, in esiti di traumi vertebro-midollari e non, sono spesso costretti ad utilizzare gli arti superiori per la propulsione della carrozzina che garantisce loro gli spostamenti a medio e lungo raggio e lo svolgimento delle attività della vita domestica (ADL).
Tale condizione presenta tuttavia alcuni svantaggi fisiologici allo svolgimento delle ADL e dello sport, tra queste ricordiamo:
1. un volume muscolare ridotto a disposizione per l’esercizio (arti superiori);
2. una riduzione del controllo cardiovascolare riflesso;
3. la mancanza di un meccanismo di pompa muscolare che faciliti il ritorno venoso dai distretti declivi;
4. l’eventuale presenza di concomitanti difetti della meccanica respiratoria.
Tali fattori insieme ad altri, concorrono a determinare una maggiore debolezza muscolare ed una precoce insorgenza della sensazione di affaticamento che spesso scoraggia la pratica di attività sportive o comunque di uno stile di vita attivo. Riducendo così la residua autonomia funzionale e favorendo l’insorgenza di comorbilità conseguenti all’eccessiva sedentarietà (malattie cardiovascolari e metaboliche) con una mortalità per malattie cardiovascolari che è del 228% più alta tra i disabili. Si assiste quindi alla nascita ed al mantenimento di un circolo vizioso dalle molteplici conseguenze, anche psicologiche, in grado di ridurre notevolmente la qualità di vita delle persone disabili.

Alcune definizioni………
Prima di proseguire nella trattazione dell’argomento può essere utile fornire alcune definizioni circa le varie condizioni che possono che possono derivare da traumatismi cranici/vertebromidollari o da eventi cerebrovascolari.
Paresi: indebolimento di un arto o di un distretto muscolare, con o meno associata riduzione della coordinazione motoria e/o della sensibilità.
Plegia: perdita completa di forza o di un distretto muscolare, con o meno associata riduzione della coordinazione motoria e/o della sensibilità.
Monoparesi: deficit di forza e/o sensibilità che interessa un arto.
Paraparesi: deficit di forza e/o sensibilità che interessa due arti, in genere quelli inferiori.
Tetraparesi: deficit di forza che interessa i quattro arti, possono essere presenti alcune residue capacità funzionali con vario grado di compromissione.
Emiparesi: deficit di forza e/o sensibilità che interessa un emilato del corpo.
Nel caso in cui il suffisso si “trasformi” in –plegia l’entità del deficit di forza diviene pressoché completo con minime capacità funzionali residue.
Aspetti fisiologici
Il regolare svolgimento di una attività fisica allenante determina nell’organismo umano una serie di adattamenti cardiovascolari e periferici in grado di migliorare la prestazione organica sotto molti punti di vista. Sono inoltre noti gli importanti effetti preventivi dell’attività rispetto alle principali malattie cardiovascolari e metaboliche, nonché l’utilità dell’attività sportiva come mezzo di crescita sociale e di autoaffermazione.
Lo svolgimento di un regolare programma di attività fisica determina una serie di adattamenti organici e metabolici che, seppur con alcune differenze per gli individui disabili, sono paragonabili a quelle riscontrabili tra i normodotati.
in breve, gli adattamenti all’allenamento sono:
1. Cardiaci: -riduzione della frequenza cardiaca basale (bradicardia),
- incremento della riserva cardiaca per lo svolgimento dell’esercizio,
- incremento del volume cardiaco,
- incremento della gittata cardiaca (GC) sotto sforzo,
- incremento della vascolarizzazione miocardica.

2. Vascolari: -maggior vascolarizzazione capillare periferica,
- aumento del calibro dei grossi vasi arteriosi e venosi,
- mantenimento o aumento dell’elasticità della parete vasale
- riduzione delle resistenze vascolari periferiche.

3. Respiratori:-miglioramento della meccanica ventilatoria,
- incremento della resistenza dei muscoli ventilatori,
- apertura di spazi alveolari abitualmente non utilizzati (in acuto).

4. Muscolari: -ipertrofia muscolare,
- incremento della resistenza muscolare allo sforzo,
- incremento dei valori assoluti di forza muscolare,
- incremento della capacità ossidativa energetica

5. Metabolici:-incremento dei valori di VO2max, indice dello stato di fitness globale,
- miglioramento del profilo lipidemico (? HDL col; ? Col tot, Trig. e LDL col),
- riduzione incidenza diabete II tipo

6. Psicologici: – incremento dell’autostima
- benessere indotto dalla secrezione di endorfine durante lo svolgimento dell’esercizio

Le risposte cardiometaboliche all’allenamento fisico sono caratterizzate quindi da una serie di adattamenti vantaggiosi per l’organismo che si traducono in un globale miglioramento dello stato di forma fisica a cui conseguono:
• incremento della performance fisica,
• miglioramento dello stato di salute,
• miglioramento della condizione psicosociale,
• incremento del potenziale riabilitativo,
• incremento del livello di indipendenza funzionale,
• incremento della qualità di vita generale.

Considerazioni e precauzioni per le persone affette da lesioni vertebro-midollari praticanti sport

Come abbiamo visto lo svolgimento di una regolare attività sportiva determina numerosi effetti benefici, tuttavia è giusto ricordare che i pazienti con lesioni midollari di vario livello presentano alcune peculiari caratteristiche fisiologiche da tenere in considerazione prima di proporre un programma di allenamento fisico.
In primo luogo questi pazienti sono esposti agli stessi rischi dei soggetti non disabili che praticano sport, con particolare riferimento a problematiche cardiache che in assenza di un’adeguata visita medico sportiva possono passare inosservate (esame obiettivo, ECG basale e sotto/dopo sforzo). Ma anche al rischio di traumi più o meno importanti, si ricordi infatti che l’attività sportiva è essa stessa fonte di traumatismi midollari.
Gli individui con lesioni midollari, paraplegici ed a maggior ragione tetraplegici, presentano inoltre rischi intrinseci del tutto peculiari alla loro condizione.
In primo luogo ad essi si impone la necessità di utilizzare adeguati sistemi di supporto e di ancoraggio per il corpo, al fine di svolgere in sicurezza l’attività sportiva (cinture addominali); inoltre è essenziale utilizzare adeguati cuscini antidecubito per prevenire l’insorgenza di ulcere da decubito nelle zone d’appoggio (tuberosità ischiatiche).
Questi particolari sportivi sono inoltre esposti ad un maggior rischio di sincopi legate all’attività sportiva in quanto coloro che presentano lesioni midollari alte (al di sopra di T1), spesso manifestano durante l’esercizio una paradossa riduzione della pressione arteriosa sistemica che determina cali pressori in grado di scatenare crisi sincopali. Tale fenomeno, di per sé facilmente correggibile, determina comunque un aumento del rischio estrinseco durante lo svolgimento di attività sportive.
E’ possibile affrontare queste manifestazioni utilizzando calze che favoriscano il ritorno venoso dagli arti inferiori, apposite cinture addominali, idratandosi adeguatamente ma anche allenandosi al miglior controllo dei riflessi pressori.
Alcuni pazienti, purtroppo, manifestano la situazione opposta, cioè incrementi esagerati dei valori di pressione arteriosa che necessariamente devono far cessare lo svolgimento dell’attività sportiva.
In aggiunta a questi fenomeni spesso si assiste ad un incremento del tono muscolare dei distretti interessati dalla lesione, con la possibilità di intensi “crampi” muscolari (manifestazioni cloniche) in risposta a stimoli esterni.
Inoltre questi pazienti dimostrano, soprattutto in condizioni sfavorevoli, un cattivo controllo termoregolatorio che consegue ad una anomala ridistribuzione della vascolarizzazione periferica nei distretti muscolari coinvolti. Si determina quindi una maggiore probabilità di colpi i calore in condizioni di elevata temperatura ed umidità.

Bibliografia

• Indagine ISTAT “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” 1999
• Indagine ISTAT “Aspetti della vita quotidiana” 1999
• www.hanidcapincifre.it
• www.fisd.it
• McArdle-Katch-Katch: Principi di fisiologia applicata allo sport. Casa Editrice Ambrosiana, 2001
• Glaser RM. Exercise and locomotion for the spinal cord injured. In: Exercise and sports sciences reviews. New York: MacMillan Publishers, 1985
• ZwirenLD, Bar-Or O. Responses to exercise of paraplegics who differ in conditioning level. Med Sci Sports Exer, 1975
• Hjeltnes N et al. Physical endurance capacity, functional status and medical complications in spinal cord injured subjects with long standing lesions. Paraplegia, 28: 428-32, 1990
• Noreau L, Shepard RJ. Physical fitness and productive avtivity of paraplegics. Sports Med Train Rehabil, 3: 165-81, 1992
• Noreau L, Shepard RJ. Spinal cord injury, exercise and quality of life. Sports Med, 20(4): 226-50, 1995
• American College of Sports Medicine. ACSM’s guidlines for exercise testing and prescription. Baltimore: Williams and Wilkins, 1995
• Fitzgerald PI et al. Circulatory and thermal adjustments to prolonged exercise in paraplegics women. Med Sci Sports Exerc, 22 (5): 629-35, 1990

set
21st

Miss Brescia

Posted by Edoardo

Serata all’insegna della musica e del glamour in piazza Loggia con la presenza di numerose associazioni di volontariato volute dall ‘Assessorato ai servizi sociali e famiglia della Provincia di Brescia e da Radiovera .
Omar Pedrini e l’elezione di Miss Brescia i due eventi principali .
Icaro non poteva mancare con un proprio stand ed è stata una bella occasione per confrontare i nostri progetti con altre associazioni e immaginare scenari futuri per Icaro .
La serata rientrava nella kermesse Radiovera in tour che ha toccato numerosi Comuni della Provincia .
Brillante conduttore della serata , Luca Riva, amico di Icaro sin dalla nascita del nostro sodalizio e promotore delle nostre iniziative tramite Radiovera da lui diretta
A tal proposito stiamo pensando a una rubrica radiofonica settimanale, che affronti varie tematiche riferite alla disabilità e allo sport .

set
18th

Scatta con Icaro

Posted by admin

SCATTA CON ICARO progetto mostra itinerante

Una mostra per comunicare

La comunicazione nel nostro tempo ci guida tra visioni ed emozioni molte volte anche discutibili ma che, comunque rimangono il cardine che ruota attorno alla nostra quotidianità. La velocità tecnologica, che invade ogni giorno la nostra vita, non ci permette di azionare una riflessione capace di affrontare la notizia e collocarla nei nostri parametri etici di valutazione. Una società che corre ad alta velocità, tra la frenesia del mondo del lavoro e un tempo libero molte volte organizzato da “altri”, abbassa il nostro desiderio di capire e renderci principali attori e protagonisti del nostro tempo. In questo tormentato mosaico di visioni e parole rimane importante ritornare a trasmettere informazioni intese anzi tutto come “conoscenza”, dove il ricevente possa accogliere il messaggio, interpretarlo e comprenderlo.

Associazione ICARO o.n.l.u.s. – Cultura Sport Disabili -

Una risorsa nascosta

Una grande risorsa della comunicazione è proiettare verso un futuro da reali protagonisti i cittadini e le cittadine della nostra società. All’interno di questo ardente bisogno di informare per farsi conoscere, esiste una ricchezza che viene poco considerata. Una ricchezza umana che sobbalza alle cronache solo in particolari momenti, dovuta alla intraprendenza e caparbietà di chi vuole trasmettere la propria diversità. Una diversità visibilmente chiara che non induce in dubbio gli occasionali osservatori, costatando la differenza di chi è privo di requisiti fisici ritenuti indispensabili. Eppure questa distinzione, sebbene inevitabile, non è un valore assoluto, ma una convinzione che può essere messa in discussione, criticata, modificata.

Associazione ICARO o.n.l.u.s. – Cultura Sport Disabili -

“Scatta con Icaro” La comunicazione diventa cultura visiva

Il comunicare si trasforma in una cultura visiva, un momento di riflessione confronto e discussione sul tema dell’handicap, penetrando la vita quotidiana e lo sport. Saranno utilizzate immagini fotografiche in via di realizzazione da EDOARDO CUNSOLO, fotografo e atleta dell’Associazione Icaro. La mostra sarà allestita in scuole, sale comunali ed altri luoghi d’aggregazione, invitando nelle giornate previste oltre a tutta la cittadinanza, gli istituti scolastici per stimolare una discussione soprattutto con i giovani. Durante la mostra saranno presenti alcuni atleti che illustreranno le varie attività sportive rappresentate e la cadenza giornaliera della propria vita, auspicando così discussioni e riflessioni sul tema. L’intento peculiare oltre al valore culturale della mostra, rappresenta un canale importante per coinvolgere la cittadinanza alle attività dell’associazione, con la partecipazione attiva di eventuali visitatori disabili. La cultura in questo caso rappresenta un importante valore sociale, ponendo gli individui sullo stesso piano senza pregiudizi precostituiti. Nel mondo delle immagini veloci, la fotografia permette una nuova riflessione da portare tra la gente e per la gente senza distinzioni.

Dopo l’incubazione incomincia l’avventura

La mostra dopo un periodo d’incubazione programmatica ha iniziato il proprio percorso. EDO, (Edoardo Cunsolo) ha con se il vigore e il desiderio di chi vive sulle proprie spalle l’essere disabili all’interno della nostra società, da qui un punto di partenza importante per realizzare un progetto sicuramente d’alto livello e d’estrema sensibilità. Affidiamo al suo estro e alla sua sensibilità tutto il nostro desiderio di comunicare una vita degna per ciascuno.

SCATTA CON ICARO

MOSTRA ITINERANTE
Fotografie
Di
EDOARDO CUNSOLO   WWW.EDOFOTO.NET

L’Associazione sportiva ICARO nasce nel giugno del 2003, affiliandosi al Comitato Italiano Paralimpico, dall’idea d’alcuni atleti disabili che praticano sport in varie discipline come: tennis su sedia a rotelle, handbike, basket in carrozzina, golf e tennistavolo.
Queste esperienze fanno ritenere lo sport un mezzo indispensabile per il reintegro psicologico di una persona disabile. Con la nascita di ICARO, gli associati mettono a disposizione le proprie capacità, conoscenze ed esperienze per organizzare manifestazioni, corsi ed eventi sportivi per atleti disabili. L’associazione ICARO è il gruppo sportivo con il maggiore numero di tesserati con handicap fisico nella provincia di Brescia ha già realizzato iniziative importanti in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale. Ricordiamo i progetti: “INSUPERABILI” e “PEDALIAMO INSIEME”con l’organizzazione di numerosi corsi sportivi in tutta la Provincia, e il “ PROGETTO SCUOLA” con più di 8000 ragazzi delle scuole superiori, medie e elementari incontrati in dibattiti ed esibizioni sportive. Parallelamente a tali progetti, l’associazione, promuove la propria attività attraverso dibattiti, film, mostre fotografiche, media locali ed un sito internet, www.icaronline.it .

Associazione ICARO o.n.l.u.s. – Cultura Sport Disabili -

Ausilio di PARTNER

L’associazione ICARO, nel promuovere questa iniziativa chiede sensibilità sociale e responsabile che permetta l’inserimento e la realizzazione di questa proposta nella società civile e istituzionale. Gli obbiettivi predisposti sono: 1) la ricerca di un partner disposto ad appoggiare finanziariamente il progetto 2) la condivisione dell’iniziativa nei suoi scopi sociali 3) il costruire insieme all’associazione un percorso itinerario della mostra , con l’obbiettivo di raggiungere i Comuni e le Scuole della Franciacorta 4) una proficua collaborazione con il partner e l’associazione, affrontando diverse tematiche e iniziative, legate alla disabilità e al compimento delle pari opportunità

Associazione ICARO o.n.l.u.s
Via Del Maglio, 18 25038 Rovato (BS)
P.IVA e C.F 02314300985
www.icaronline.it
Cell. 3206585304

set
18th

Turismo senza barriere

Posted by admin

Studi e ricerche confermano la domanda, spesso latente, di una percentuale di popolazione considerevole d’attenzione, che esprime il desiderio di una vacanza, ma non trova servizi turistici adeguati a soddisfare le esigenze di assistenza socio sanitaria. Si calcola che in Italia siano il 20% della popolazione, coloro che non viaggiano per motivi di carenza di assistenza socio sanitaria. Relativamente ai profili dei “non vacanzieri”, la salute pesa per il 46,7% dei casi. Mancano alcuni prerequisiti per fare turismo e fra questi la possibilità di un accompagnamento (62%), l’assistenza medica (25%), le barriere architettoniche (15%). Fino ad oggi, andare in vacanza per un persona con limiti di autonomia era un vero problema. Un dramma reale. Fortunatamente, sempre più sono gli alberghi senza barriere architettoniche, ma detto questo, il mondo delle strutture turistiche non ha ancora fatto molto, anzi, non ha fatto più nulla. Ne consegue che fasce di popolazione sono state escluse dal sacrosanto diritto di godere di un periodo di vacanza in località turistiche. Al di là degli scandali della cronaca degli ultimi anni, quando le prenotazioni dei disabili non erano accettate o persone erano addirittura cacciate dall’hotel poiché davano fastidio agli altri ospiti, la realtà quotidiana e sommersa è che nessuno li voleva e chi pareva accettarli, poi li abbandonava a se stessi, non offrendo loro nessun tipo di supporto. Un anziano con questi limiti non si sogna neppure di poter godere di una vacanza come tutti ed i familiari, anche se sensibili, nonostante ricerche ed indagini, fino ad oggi non trovavano nulla in grado di garantire una vacanza serena e soprattutto dignitosa.

Di fronte ha questa restrittezza, l’associazione Icaro, vuole porsi in prima persona, assumendosi questo impegno: Viaggiare si può, un progetto che mira alla ricerca e descrizione di strutture turistiche, alberghiere, ristoranti, parchi, spazi per il tempo libero, adeguate per accogliere le persone disabili.
Il nostro desiderio è ripristinare il diritto ad una vita il più possibile degna e rispettosa delle diversità di ognuno.

set
18th

Progetto insuperabili

Posted by admin

Anche quest’anno il Progetto Insuperabili,ha realizzato, grazie alla collaborazione di tutti gli associati Icaro e al prezioso contributo della Provincia, i propri obiettivi.
L’idea di avvicinare all’attività sportiva il maggior numero di disabili, intesa come momento ludico, riabilitativo e nella sua massima espressione, agonistico, ha colto frutti seminati già nell’anno 2003 quando la nostra associazione ha presentato per la prima volta il Progetto Insuperabili.

Questa continuità d’intenti, ha portato l’associazione Icaro a coinvolgere circa cinquanta atleti con handicap fisico all’attività sportiva.
I numeri certo non bastano a raccontare un progetto, fatto di singole persone, che oggi attraverso la pratica sportiva, hanno raggiunto un’autonomia e uno stato di benessere, difficilmente raggiungibile, attraverso normali protocolli riabilitativi.
IL progetto Insuperabili, ha inoltre diffuso attraverso dibattiti, incontri mostre fotografiche, un modo propositivo del mondo dell’handicap, rivolgendosi a scuole oratori e altri luoghi d’aggregazione.

Insuperabili, anche quest’anno si è avvalso di collaborazioni e figure altamente professionali, e, grazie al centro di riabilitazione della casa di cura Domus Salutis, tutti i nostri atleti hanno potuto contare su una valutazione precisa, in merito alla disabilita presente ed all’attività più idonea da praticare.

Numerose inoltre le manifestazioni organizzate , soprattutto dove ancora, non esisteva una proposta sportiva a portatori di handicap.
Ci piace concludere il Progetto Insuperabili con un punto di partenza.
Dal mese di novembre, prende il via un nuovo corso di tennis a Rovato presso il Centro sportivo Locale.
Il corso coinvolgerà un gruppo di giovani disabili che per la prima volta si avvicinano alla pratica sportiva, l’augurio a loro che lo sport porti un nuovo stimolo, a sentirsi Insuperabili in campo e nella vita.

set
17th

I benefici del golf

Posted by admin

I BENEFICI DEL GOLF NEI PAZIENTI PORTATORI DI LESIONE MIDOLLARE

Lo sport, questa non è nozione recente, giova al fisico e sicuramente anche allo spirito ma che anche il golf rientri a far parte di uno degli sport praticabili in carrozzina anche per pazienti mielolesi offre sicuramente uno spunto di riflessione in più, per rendersi conto che le barriere architettoniche sono sempre più abbattibili grazie all’utilizzo di ausili particolarmente adattati all’atto sportivo specifico e perché il mondo di potenzialità di chi purtroppo possiede difficoltà motorie non deve essere così sconosciuto e “temuto” dai più fortunati.

In particolare il golf possiede delle caratteristiche uniche nel suo genere, quali ad esempio una prolungata attività all’aria aperta e un lavoro dinamico di precisione, forza, velocità e concentrazione.
Per coloro che possiedono una lesione midollare questo sport può offrire il vantaggio di rimanere in stazione eretta, grazie ad una carrozzina verticalizzabile dotata di perni fissi per le ginocchia ed il bacino. Questo fattore è di fondamentale importanza per chi è costretto a rimanere per la maggior parte del tempo seduto e gli aspetti che ne giovano dal punto di vista fisico sono davvero notevoli.
In primis esiste un lavoro della pompa cardiaca non altrimenti presente in stazione seduta, con un benefico effetto di riflesso sul sistema circolatorio sia venoso che arterioso con una conseguente ottimizzazione dei valori pressori.
A questo si aggiunge un aumento della capacità polmonare totale, sia per un aumentata possibilità della gabbia toracica di espansione su tutti i piani di movimento (orizzontale, frontale e saggittale) che per la necessità di apportare ancor più ossigeno proprio durante l’atto sportivo.

E’ stato inoltre scientificamente dimostrato che la permanenza in stazione eretta inibisce la spasticità qualora presente, consentendo un allungamento muscolare di quei distretti altrimenti sempre costretti a posizioni forzate.
I muscoli delle braccia sono sicuramente chiamati a svolgere un’opera di controllo e azione e per coloro che possiedono una lesione midollare alta tale sport può essere utile ai fini di un recupero muscolare sia prossimale (a carico dei muscoli del cingolo scapolo-omerale) che distale (come i muscoli dell’avambraccio e della mano).
Vengono poi chiamati a lavorare altri muscoli che altrimenti non lavorerebbero se non nel nuoto: i muscoli obliqui dell’addome durante il momento di rotazione del tronco e i retti dell’addome in associazione ai muscoli estensori del tronco che, oltre ad un lavoro statico di mantenimento della stazione eretta, svolgono un importante azione dinamica.

Anche dal punto di vista capsulo-legamentoso la stazione eretta risulta essere una vera prevenzione contro l’atrofia di quelle strutture molli che portano alle dolorose calcificazioni intrarticolari da non uso (Paraosteoartropatie POAP).
Dal punto di vista osseo, quindi, vengono, di conseguenza, mantenuti i range articolari ottimali e non si verificano così decalcificazioni importanti a causa del mancato carico e dell’assenza della forza di gravità.
Importantissimo, ma non ultimo, è l’aspetto cognitivo e propriocettivo che, grazie alla concentrazione e alla precisione rendono il gesto atletico armonico e perfetto.

Per chi non ha mai praticato questo sport esso può essere una vera rivelazione per tutti i benefìci sopra elencati.
Per chi invece era già praticante esso offre un motivo in più per proseguire nell’opera di reinserimento sportivo e per un ulteriore approfondimento delle proprie capacità motorie residue ma sempre perfettibili, affinchè il lavoro di recupero sia mantenuto con costanza ed impegno.

Fisioterapista
Carla Tobaldini